Bonus Domotica 2026: Come Detrarre le Spese per i Sistemi Smart della Casa

Termostati smart, centraline, sensori di temperatura: ecco cosa si detrae, quanto si recupera e come fare la pratica senza errori

Termostati smart, centraline, sensori di temperatura: ecco cosa si detrae, quanto si recupera e come fare la pratica senza errori

Sapevi che installare un termostato smart, una centralina domotica o un sistema di controllo remoto del riscaldamento ti permette di recuperare una parte significativa della spesa tramite detrazione IRPEF? Il Bonus Domotica 2026 — tecnicamente parte dell'Ecobonus — è confermato fino al 31 dicembre 2027 e permette di detrarre le spese per i sistemi di building automation legati agli impianti energetici. In questa guida ti spiego esattamente cosa si detrae, le aliquote aggiornate al 2026, come fare la pratica correttamente e gli errori da evitare.

⚠️ Nota importante: Le detrazioni fiscali cambiano frequentemente. Le informazioni di questa guida sono aggiornate ad aprile 2026. Prima di procedere con qualsiasi intervento, consulta sempre un commercialista o un CAF per verificare la situazione aggiornata e la tua situazione fiscale specifica.

1. Cos'è il Bonus Domotica e su cosa si applica

Il Bonus Domotica non è un'agevolazione autonoma — è una misura che rientra nell'Ecobonus, il pacchetto di detrazioni IRPEF per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il riferimento normativo è l'articolo 14 del D.L. 63/2013 e successive modifiche.

L'obiettivo è incentivare l'installazione di sistemi che rendano più efficiente la gestione energetica della casa — non la domotica generica, ma specificamente quella che controlla riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS) in modo automatico e da remoto.

A chi si applica: persone fisiche proprietarie o che detengono un diritto reale sull'immobile (usufrutto, uso, abitazione), locatari con contratto di locazione regolare, familiari conviventi con il proprietario. Anche imprenditori e professionisti per immobili strumentali all'attività.

Su quali immobili: esclusivamente immobili residenziali esistenti dotati di un impianto di riscaldamento funzionante. Non si applica a immobili di nuova costruzione. Non si applica a immobili non residenziali (uffici, negozi, capannoni) per i privati.

Confermato fino al 31 dicembre 2027 — la Legge di Bilancio 2026 ha prorogato le agevolazioni, ma con aliquote ridotte rispetto agli anni precedenti come vedremo nel prossimo capitolo.

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2. Le aliquote 2026: quanto si recupera

Le aliquote 2026 sono cambiate rispetto agli anni precedenti. Il titolo "Ecobonus 65%" che si trovava ovunque fino al 2024 non è più accurato per i privati nel 2026. Ecco la situazione aggiornata:

Tipo di immobile Aliquota 2026 Tetto di spesa Detrazione massima
Abitazione principale 50% 15.000 € 7.500 €
Seconda casa / altri immobili 36% 15.000 € 5.400 €
Immobile strumentale d'impresa 65% 15.000 € 9.750 €

Come si recupera: la detrazione non viene erogata in un'unica soluzione ma viene spalmata in 10 quote annuali uguali nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Se spendi 3.000 euro per un sistema domotico nella tua prima casa, recuperi 1.500 euro (50%) in 10 anni — cioè 150 euro l'anno di sconto IRPEF.

Sconto in fattura e cessione del credito: per i privati sono definitivamente aboliti dal 2024. L'unico percorso disponibile è la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi. Niente più "sconto immediato" — bisogna avere la capienza IRPEF per recuperare le rate annuali.

Attenzione alla capienza fiscale: se in un anno paghi meno IRPEF della rata annuale della detrazione, la parte eccedente va perduta — non si riporta all'anno successivo e non viene rimborsata. Chi ha redditi bassi o è esente IRPEF potrebbe non riuscire a recuperare tutta la detrazione.

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3. Cosa si può detrarre (e cosa no)

Questo è il punto dove la maggior parte delle persone si confonde. Non basta comprare un dispositivo smart per avere diritto alla detrazione. Il sistema deve essere specificamente finalizzato al controllo automatico degli impianti energetici.

✅ Cosa si può detrarre:

Termostati smart con controllo remoto e programmazione settimanale (Tado°, Google Nest, Netatmo) — purché collegati all'impianto di riscaldamento/climatizzazione

Centraline di building automation per la gestione integrata di riscaldamento, climatizzazione e ACS

Valvole termostatiche smart per il controllo stanza per stanza del riscaldamento

Sensori di temperatura e umidità integrati nel sistema di controllo climatico

Sistemi di monitoraggio energetico per visualizzare i consumi in tempo reale (come Shelly EM)

Software e configurazione del sistema domotico, se fatturata separatamente

Manodopera per l'installazione e la messa in opera

❌ Cosa NON si può detrarre:

— Smartphone, tablet e computer, anche se usati per gestire la casa

— Lampadine smart, prese smart, interruttori smart non collegati agli impianti termici

— Telecamere di sorveglianza, sistemi antifurto, videocitofoni

— Assistenti vocali (Echo, Google Home) come dispositivi stand-alone

— Tapparelle motorizzate e tende da sole (queste rientrano in altri bonus)

— Sistemi domotici installati su immobili di nuova costruzione

La regola pratica: se il dispositivo controlla o monitora riscaldamento, climatizzazione o acqua calda sanitaria in modo automatico e da remoto, probabilmente è detraibile. Se fa altro, probabilmente no. In caso di dubbio, chiedi al tuo commercialista prima di acquistare.

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4. I requisiti tecnici: la norma EN 15232 e la Classe B

Per accedere alla detrazione, il sistema installato deve rispettare precisi requisiti tecnici definiti dalla norma UNI EN ISO 52120-1 (ex EN 15232). In particolare il sistema deve appartenere almeno alla Classe B di efficienza energetica per la building automation.

Cosa significa Classe B in pratica? Il sistema deve essere in grado di:

— Controllare automaticamente gli impianti di riscaldamento/climatizzazione (accensione, spegnimento, regolazione temperatura)

— Permettere il controllo da remoto tramite app su smartphone o tablet

— Programmare il funzionamento con programmazione settimanale

— Mostrare all'utente i consumi energetici in tempo reale tramite canali multimediali (app, display, portale web)

Come si dimostra la conformità alla Classe B? Attraverso la documentazione tecnica del produttore che attesta la conformità alla norma EN 15232. I principali produttori di termostati smart (Tado°, Netatmo, Honeywell) forniscono questa certificazione su richiesta. Se non la trovi sul sito del produttore, contattali direttamente prima di procedere con l'acquisto.

L'asseverazione tecnica: per l'Ecobonus è solitamente richiesta la certificazione di un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti energetici. Nella pratica, per interventi di building automation di importo contenuto, spesso è sufficiente la documentazione del produttore insieme alla fattura dell'installatore. Verifica con il tuo commercialista cosa è necessario nel tuo caso specifico.

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5. Come fare la pratica passo dopo passo

La procedura per accedere al Bonus Domotica 2026 si articola in tre fasi precise. Seguirle nell'ordine corretto è fondamentale — un errore in una delle fasi può far perdere il diritto alla detrazione.

Fase 1 — Prima dei lavori: verifica e preventivo

Prima di acquistare qualsiasi dispositivo, verifica che l'immobile abbia i requisiti (impianto di riscaldamento funzionante, immobile residenziale esistente). Fatti fare un preventivo scritto dettagliato dall'installatore con marca, modello e codice di ogni dispositivo. Verifica che i dispositivi scelti siano conformi alla Classe B della norma EN 15232 — chiedi documentazione tecnica al produttore. Consulta il tuo commercialista per confermare che tu abbia la capienza IRPEF necessaria per recuperare la detrazione.

Fase 2 — Durante i lavori: il pagamento con bonifico parlante

Questo è l'errore più comune: pagare con un bonifico ordinario. Per avere diritto alla detrazione è obbligatorio usare il bonifico parlante per riqualificazione energetica (Ecobonus). La causale del bonifico deve contenere obbligatoriamente:

— Il riferimento normativo: "Art. 1, comma 347, Legge 296/2006"

— Il codice fiscale del soggetto che usufruisce della detrazione (tu)

— La partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che esegue i lavori

La banca applica automaticamente una ritenuta d'acconto dell'8% sull'importo — è normale e previsto dalla legge. Conserva la ricevuta del bonifico.

Fase 3 — Dopo i lavori: la comunicazione ENEA

Entro 90 giorni solari dalla data di fine lavori (o dal collaudo) è obbligatorio trasmettere i dati dell'intervento sul portale ENEA (portale.efficienzaenergetica.enea.it). Devi compilare la Scheda Descrittiva dell'intervento e ottenere la ricevuta con il codice CPID — è il documento che certifica il tuo diritto alla detrazione. Senza questo codice, la detrazione non è riconoscibile. Conservalo insieme alle fatture e alle ricevute dei bonifici.

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6. La comunicazione ENEA: il passaggio che in molti dimenticano

La comunicazione ENEA è il passaggio che più spesso viene dimenticato o fatto in ritardo — e che può far perdere l'intera detrazione. Ecco tutto quello che devi sapere.

Il portale: portale.efficienzaenergetica.enea.it — accedi con SPID o CIE.

Il termine: 90 giorni solari dalla data di fine lavori. Se i lavori finiscono il 15 aprile, hai tempo fino al 14 luglio. Non ci sono proroghe automatiche — il termine è tassativo.

Cosa inserire: dati dell'immobile, tipologia di intervento (building automation), descrizione del sistema installato, marca e modello dei dispositivi, spesa sostenuta, risparmio energetico stimato.

Il codice CPID: al termine della procedura ENEA rilascia un codice CPID (Codice Pratica Intervento Detraibile). Stampalo e conservalo insieme agli altri documenti — è la prova formale che hai diritto alla detrazione.

Chi lo fa: puoi farlo tu stesso accedendo al portale ENEA, oppure delegarlo all'installatore o al commercialista. Se lo fa l'installatore, fatti dare copia della ricevuta con il codice CPID.

Documenti da conservare per 10 anni:

— Fattura dell'installatore con dettaglio dei dispositivi

— Ricevuta del bonifico parlante

— Ricevuta ENEA con codice CPID

— Documentazione tecnica dei dispositivi (conformità EN 15232 Classe B)

— Eventuale asseverazione tecnica

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7. Esempi pratici di calcolo del risparmio

Esempio 1 — Termostato smart per prima casa (caso tipico)

Mario installa un termostato smart Tado° nella sua abitazione principale. Costo totale (dispositivo + installazione): 200 euro. Detrazione applicabile: 50% = 100 euro. Recupero annuo in dichiarazione dei redditi: 10 euro l'anno per 10 anni. Non entusiasmante come cifra assoluta, ma sommato al risparmio energetico di 100-150 euro l'anno sul riscaldamento, il termostato si ripaga in meno di un anno.

Esempio 2 — Sistema di building automation completo per prima casa

Laura installa un sistema domotico completo per il controllo di riscaldamento, climatizzazione e monitoraggio energetico. Costo totale: 3.000 euro. Detrazione: 50% = 1.500 euro. Recupero: 150 euro l'anno per 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Il risparmio energetico stimato è di 200-300 euro l'anno. Il sistema si ripaga in 5-6 anni contando sia la detrazione che il risparmio energetico.

Esempio 3 — Intervento al limite del tetto di spesa per prima casa

Un intervento da 15.000 euro (tetto massimo) genera una detrazione di 7.500 euro (50%) — cioè 750 euro l'anno per 10 anni di sconto IRPEF. Per recuperare 750 euro l'anno di IRPEF è necessario pagare almeno 750 euro di IRPEF ogni anno — attenzione alla capienza fiscale.

Spesa totale Detrazione (50% prima casa) Recupero annuo (10 anni)
500 € 250 € 25 €/anno
1.500 € 750 € 75 €/anno
3.000 € 1.500 € 150 €/anno
15.000 € (massimo) 7.500 € 750 €/anno

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8. Gli errori più comuni che fanno perdere la detrazione

Errore 1 — Pagare con bonifico ordinario

È l'errore più frequente e il più grave. Se paghi con un bonifico normale invece del bonifico parlante Ecobonus, perdi il diritto alla detrazione sull'intera spesa — non c'è modo di rimediare dopo. Chiedi sempre alla banca il modulo specifico per "bonifico per riqualificazione energetica" prima di effettuare il pagamento.

Errore 2 — Dimenticare la comunicazione ENEA

Il secondo errore più comune. I 90 giorni dalla fine lavori passano in fretta, specialmente se ci sono altri impegni. Metti un promemoria sul calendario il giorno stesso in cui finiscono i lavori. Senza il codice CPID dell'ENEA, la detrazione non è riconoscibile dall'Agenzia delle Entrate.

Errore 3 — Comprare dispositivi non conformi alla Classe B EN 15232

Non tutti i termostati smart sono conformi. Prima di acquistare, chiedi al produttore la documentazione che attesta la conformità alla norma EN 15232 Classe B. Se il produttore non riesce a fornirtela, il dispositivo probabilmente non è detraibile.

Errore 4 — Non verificare la capienza IRPEF

Se paghi poca IRPEF (perché hai un reddito basso, sei pensionato con pensione minima o hai molte altre detrazioni), le quote annuali della detrazione potrebbero superare la tua imposta lorda. La parte eccedente va perduta — non si recupera e non si rimborsa. Prima di fare un investimento importante, verifica con il commercialista quanta IRPEF paghi ogni anno.

Errore 5 — Installare su immobile di nuova costruzione

Il Bonus Domotica si applica solo a immobili esistenti. Se stai costruendo una casa nuova, i sistemi domotici non sono detraibili con questo bonus — rientrano nei costi di costruzione.

Il consiglio finale: per interventi importanti (sopra i 1.000-2.000 euro) vale sempre la pena consultare un commercialista prima di procedere. Costa poco e ti dà la certezza di fare tutto correttamente. Per interventi piccoli come un singolo termostato smart, la procedura è abbastanza semplice da gestire in autonomia seguendo questa guida — ma conserva sempre tutti i documenti.

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